Password dimenticata? | Registrati
Home arrow Articoli arrow L'Uomo diffuso
PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo Marzano   
martedì 27 gennaio 2004
Indice articolo  [  1 2 3 4  ]L'ultimo saggio di Paolo Marzano prende spunto dalle suggestive immagini che in questi giorni stanno arrivando al pianeta Terra dal pianeta Marte. Le desolate distese di terriccio rosso non possono non apparirci come un puro deserto di natura morrisiana, quel puro deserto che sulla Terra ormai non avremo più speranze di trovare. La domanda che l'autore si pone è dunque questa: riusciremo a resistere alla forte tentazione di trasformare questo deserto in architettura? Ma soprattutto come potrebbe avvenire questa colonizzazione di una terra vergine? Come potrebbe svilupparsi? Secondo quali logiche? L'analisi che viene fatta si sviluppa attarverso le considerazioni a cui ci hanno portato i precedenti scritti dell'autore, nell'intento di voler proiettare quelli che sono stati i passaggi vissuti dalla nostra architettura in un probabile scenario futuro (ma non troppo...)

Image
http://marsrovers.jpl.nasa.gov/newsroom/pressreleases/20040104a.html

L' Uomo diffuso
architetture 'eventuali' in cerca d'identità connettive

di Paolo Marzano

Quando George Steiner scrive Language and Silence usa un esempio che ascrive una certa drammaticità alle scelte dell'uomo ed ai suoi altalenanti comportamenti verificando i limiti della sua evidente incompiutezza. Incapace forse di ampliare i suoi orizzonti. G.Steiner guarda ad un contesto qual'è quello dell'esaltazione generale dell'individuo dato dalla presunta evoluzione del 'nuovo uomo' della cultura tedesca durante il regime hitleriano. Arriva a riconoscerne la paradossale situazione che portava l'individuo, in quel periodo, a comportarsi, senza difficoltà, passando da una lettura di Goethe o Rilke a suonare Bach e Schubert la sera, innalzando lo spirito a livelli sublimi di coscienza e quindi, il mattino dopo, di recarsi al proprio lavoro ad Auschwitz.
Il salto concettuale che viene espresso in questo breve brano è sconcertante, ma ora la forbice percettivo-culturale di una paradossale realtà, si è aperta, drammaticamente, ancora di più. Impensabile se non irreale la ripresentazione di situazioni al limite dell'irrealtà nei nostri giorni. Dopo un periodo di decantazione delle immagini e dei dibattiti, delle emotività e le conseguenti discussioni in merito alle vicissitudini dell'attacco kamikaze alle torri gemelle come apice di una tensione che prima o poi doveva sfociare in uno scontro di civiltà. Contemporaneamente la sovrapposizione di ricerche e di studi per completare la mappatura del genoma umano, evidenziano un orizzonte umano capace di generare catastrofi immani o produrre meravigliosi scenari per un futuro migliore. Ancora una volta l'uomo ha mostrato la sua attività capace di generare sconvolgenti 'prodotti' derivati da un'umana incompiutezza.
Quale destino dunque, per la nostra percezione della realtà, se le scovolgenti vicissitudini portano una sempre più potente energia all'infrangersi delle onde comunicative contro la già dilaniata scogliera della nostra percezione?
Nascono da queste realtà, appunti e riflessioni, note e scritti che presentano la determinante componente che, trasformandosi, può scovolgere l'identità umana e purtroppo condurre ad una mutazione della percezione del 'reale'. Sul filo di rasoio viaggiamo oscillando tra l'abisso comunicativo di reti che catturano menti solitarie e la probabile formazione di comunità virtuali, prospettando nuove connessioni e quindi, verità relazionanti, vitali per il genere umano. Velocità estreme che da un microprocessore al silicio già superato dalla velocità della luce di microprocessori ottici di nuova generazione, investiranno ancora una volta il nostro presente di nuovi scenari e sarà più complesso assorbirne l'energia sempre più compressa dalla nostra evidente, solita incompiutezza. Cerchiamo di indagare quindi, il susseguirsi degli eventi per poterne trarre materiale di 'consumo' riflessivo. Daltronde l'architettura coincide esattamente con lo spazio in cui l'uomo si relaziona con il suo ambiente e ne determina la sua possibile piacevole esistenza. Nel frattempo altre componenti hanno trovato posto, inserendosi nelle sue prossimità percettive determinando schocs cognitivi. Scandagliare il presente, allora, diventa necessario per ridiscutere significati, valori, eventuali procedure obbligate per affrontare il 'reale'. Veloci percezioni antagoniste, in-mediate visioni scaricano la loro ributtante sovraesposizione nella nostra realtà visiva.

Image
The Beam Residential Block, Donaucity, foto Margherita Spiluttini, AREA N. 68



 
< Prec.   Pros. >
Utenti Online:2 visitatori
nessun utente in chat

 

 

 
4381633 pagine viste dal 03.2001
 ^^^