Home arrow Forum
Forum  


<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 Pross. > Fine >>
Cagliari e 3D - 2011/02/09 10:52 un'anteprima del futuro sito web. prego accendere le casse
  L´administrator ha disattivato l´accesso pubblico in scrittura.
Re:Cagliari e 3D - 2011/02/15 07:39 un parere sul video?
su elaborazioni analoghe il prof si è già espresso: 'impreciso' nel 2006 (ordine del cm, ndr), 'non chiaro' nel 2010. parere che rispetto, ma non supportato da motivazioni e basato su una visione non superiore al minuto.
un parere/critica/osservazione, invece, da chi fa 3D?
  L´administrator ha disattivato l´accesso pubblico in scrittura.
Re:Cagliari e 3D - 2011/02/15 09:37 Temo di dover confermare le mie opinioni: la potenza di calcolo, anche se aumentata esplosivamente, deve ancora fare i conti con la banda passante.
Trent'anni or sono, il problema incombente era ancora quello delle hidden lines; si stava peraltro passando dallo storage-refresh (e cioè dal vettoriale puro) al raster.
Il rapporto raster-vettoriale con bitmap ha diversi gradi di attendibilità: su un modello organico, soprattutto se fortemente randomizzato (alta entropia), il draping di una bitmap è relativamente (molto?) credibile, bumping o no; su organico molto strutturato (bassa entropia), come il volto umano, bisogna aggiungere un bel po' di rumore assortito; su modelli geometrici a bassissima entropia (città), la qualità espressiva risiede proprio in tale "ordine": perciò l'effetto da "plastico architettonico" di un modello, senza bitmap ma con elevato dettaglio, è ancora oggi molto più emozionante di un insieme di scatole realizzate con la tecnica dei castelli di carta (ritaglia, ripiega e incolla).
Non è colpa di nessuno: chiunque, osservando una mostra di modelli statici, può rendersi conto di come sia più attraente il bianco rispetto alle texture materiche, naturalmente con le dovute eccezioni: è il fascino della "struttura" formale
Michelangelo insegna
  L´administrator ha disattivato l´accesso pubblico in scrittura.
Re:Cagliari e 3D - 2011/02/15 10:01 son contento della sua risposta e apprezzo che non si sottragga alle provocazioni (mi sta scambiando il favore).
il problema di oggi (banda) è la multirisoluzione vettoriale e la multirisoluzione raster per rendere visitabili sul web in real time modelli 3D molto complessi sia come geometria che come vestizione.
è un problema che è stato affrontato e superato da parecchi anni passando dal crs4 (non tanto lontano da noi) per arrivare a mountain view e fare un salto anche a redmond.
in un mondo globalizzato, non si può non tener conto di questo.
come michelangelo docet, i problemi tecnici si possono risolvere e si risolvono. per i gusti ('molto più emozionante'), purtroppo, non si può fare niente. ognuno ha i suoi, e io li rispetto.
la mia propensione al confronto (non x gareggiare [fase superata da tanto], ma x crescere), mi spinge a non fermarmi al suo parere, peraltro autorevole, e a chiederne di nuovi.
questa può essere un'occasione per cortocircuitare con 'chi fa le cose'. in ogni caso ognuno segua i propri gusti tenendo conto, però, del ruolo che riveste in questa società.
  L´administrator ha disattivato l´accesso pubblico in scrittura.
Re:Cagliari e 3D - 2011/02/15 15:42 precisazione tecnica: in relazione al video di cui sopra, la potenza di calcolo è relativamente bassa (notebook 'potente' ma nulla di sovrumano). il montaggio è il risultato di catture schermo in alta risoluzione di un file fruibile in tempo reale che gira sulla piattaforma di google earth su un normale pc. niente di più. niente ore/giorni di renderizzazione. con la precisazione (doverosa) che si tratta di uno strumento tecnico fotorealistico in alta risoluzione.
quanto all' 'insieme di scatole', l'interno della cattedrale forse è qualcosina di più: occhio che potrebbe offendersi il parroco!
passando dall'entropia all'insiemistica, può essere che un tipo di rappresentazione ('plastico architettonico'/'castello di carta') possa contenere l'altro, sia come visualizzazione che come capacità tecniche di realizzazione dei modelli. ma non è detto che valga il viceversa. finalità differenti, prodotti differenti. chiari entrambi, a mio avviso, ma a differenti livelli ed utenze (neofita/esperto) e, in più, non precisi alla stessa maniera (mi sorge qualche dubbio nelle rappresentazione dei piani di elevazione sopra i 2m dal suolo, salvo uso di metri laser, per i 'plastici architettonici'). ovviamente pendo dalla mia parte. ma sa, son di parte...
ma non devo convincere nessuno, tanto meno lei. per questo chiedevo un parere a terzi, specie a persone che fanno 3D. è da parecchio che ho smesso di parlarle di 3D. non è un caso. siamo convinti entrambi delle nostre ragioni. viva noi!
peccato però che abbiamo ruoli diversi e che il 'confronto' sia sempre a due...
  L´administrator ha disattivato l´accesso pubblico in scrittura.
Re:Cagliari e 3D - 2011/02/15 23:27 Caro Metheny, quando parlo di scatole, intendo ovviamente il modo con il quale diverse immagini piane si "inscatolano" reciprocamente per relazionarsi spazialmente.
La semantica dell'architettura, per restare a questa, è in genere molto complessa e sfuggente, anche se studiata da moltissimo tempo; uno dei punti più significativi, risiede appunto nella tridimensionalità, ossia nella capacità di collocarsi spazialmente, da parte di tutte le componenti, in relazione alla referenziazione spaziale prodotta dall'osservatore.
E' questa materia molto delicata, ma investe - dalle geometrie euclidee (apparenti) del tempio greco, a quelle esplicitamente non euclidee del nuraghe - il nodo centrale del rapporto spaziale costituito fra segno, referente e referenza, che passa inevitabilmente per la mente dell'interprete, attraverso la percezione.
Come ho avuto più volte modo di segnalare, un conto è un tempio costruito, un conto è la scultura di una facciata, che è un segno, e non solo un referente, come accade per es. nell'esperienza nabatea (Petra), e non solo.
Citavo Michelangelo proprio per la sua straordinaria capacità di mescolare segno e immagine del segno.
Con Gehry, vedi Ginger e Fred, siamo al limite; con Venturi, spesso, lo passiamo.
Questa soglia, in greco, si chiama skandalon; passarla, significa andare parà ten doxan, vulgo: nel paradosso.
Mi sembra difficile andare nel paradosso viaggiando fra le scatole, se non nel paradosso costituito da tale rappresentazione intrinsecamente paradossale.
Alice insegna
  L´administrator ha disattivato l´accesso pubblico in scrittura.
Re:Cagliari e 3D - 2011/02/16 08:02 prof son troppo ingegnere, non con dispiacere, e mi allontano, non con dispiacere, dai tempi dall'università. questo comporta qualche difficoltà a seguirla... un problema di sicuro mio, ma che potrebbe coinvolgere anche il mio interlocutore in qualche deficit comunicativo.
nonostante l'ora, vado a fumarmi qualcosa.
non mi sopravvaluti. son pur sempre un frugoletto...

ps. pensavo che 'impreciso' e 'non chiaro' fossero termini terra terra che riguardassero volgari aspetti tecnici e visuali, ma forse sbagliavo. mi si sta aprendo tutto un universo
  L´administrator ha disattivato l´accesso pubblico in scrittura.
Re:Cagliari e 3D - 2011/02/16 19:39

... in effetti appaiono solo le scatole
  L´administrator ha disattivato l´accesso pubblico in scrittura.
Re:Cagliari e 3D - 2011/02/17 10:25 abbé, si bé
  L´administrator ha disattivato l´accesso pubblico in scrittura.
Re:Cagliari e 3D - 2011/02/17 13:20 questo invece è un video progettato
  L´administrator ha disattivato l´accesso pubblico in scrittura.
Re:Cagliari e 3D - 2011/02/18 18:54 Caro Meth, è lei che ha scritto "non supportato da motivazioni"; non riesco quindi a capacitarmi di come, nel momento in cui tento di darle (è peraltro una vita che le ho date) mi trovi ad essere ulteriormente rimproverato di cosa esattamente non so.
Qui non si tratta solo di opinioni o di tecnologie.
Il mondo dei segni risponde a delle regole; quali siano è certo ancora da definire compiutamente, ma non si può dire che qualcuno non ci abbia provato. Ogni Newton ha il suo Einstein.
Ogni universo di segni risponde ad una propria logica, come le immagini taurine di qui sopra: se prendessi la numero x, e la numero y, le divessi a metà e le riunissi, avrei ottenuto un'immagine z diversa da x e y, ma a loro riconducibile. Cosa avrei inventato? Boh, forse un'altra categoria, magari quella degli "ibridi" segnici.
Ora, se io rilevo tutto l'ambaradam della Cattedrale, lo modello e lo "faccio girare" nudo e crudo, ottengo un rapporto semantico che è, ovviamente, diverso rispetto a quello delle "scatole" vestite. Questo, lo sappiamo tutti e due, e anche qualcun'altro. Certo, fra il "mio" modello e il "suo", c'è di mezzo una cosa: l'ambaradam. Da questo, non si scappa. Se poi io preferisco vedere l'architettura dell'ambaradam "a modo mio", e lei a "modo suo", non importa probabilmente a nessuno. Ma non mi dica che non ho cercato di spiegare perchè preferisca rapportarmi con l'ambaradam attraverso un tipo di rappresentazione piuttosto che con un altro.
Fra parentesi, quando hanno fatto TRON, quello vero, tanto avevano - come potenza di fuoco - e tanto hanno usato; TRON non è Avatar, ma, proprio perchè coerente, si lascia ancora guardare, come PACMAN e FROG. Per il resto, oggi come oggi, preferisco un uomo nudo a un uomo sandwich: gli sparatutto ci hanno abituato male, e ogni segno ha un suo momento.
L'oggettività, però, quella è e quella resta, così come - d'altro canto - la soggettività. Entrambe danno informazioni, magari sulla stessa cosa, ma - specie esteticamente - la stessa cosa non sono.
  L´administrator ha disattivato l´accesso pubblico in scrittura.
Re:Cagliari e 3D - 2011/02/20 13:40 Ho avuto modo di vedere l'anteprima del sito, sicuramente un buon lavoro anche se sorgono dei dubbi che forse anche altri utenti hanno : il prodotto all'interno del sito sarà un modello accurato dal punto di vista della mappatura degli oggetti come quello proposto nel video o sarà una sorta di “plastico” in grado di essere percepito e studiato?

Penso che arrivati a ad un certo punto della ricerca architettonica e informatica dovremmo avere delle sane pretese non solo in termini di qualità ma anche sopratutto di possibilità.

Per dirla in soldoni: modello di rappresentazione o strumento di analisi?

Il nocciolo della questione risiede secondo me completamente in questo punto, e forse è quello che sta venendo fuori dalle varie discussioni che via via sono state introdotte.

Mi scuserà l'autore, ma è la mia opinione, se fosse vero il primo caso, cioè ci trovassimo davanti al modello di rappresentazione, non vedo in questo nulla di nuovo anzi vedo solamente una serie di oggetti a cui è applicata sopra una immagine più o meno aggiornata della realtà. Ma questo non penso sia sfruttare al meglio le possibilità del nostro tempo, ma anzi riproporre una visione del passato, tipica degli anni 70, dove appunto l'architettura veniva insegnata e rappresentata secondo il concetto della “oggettività”.

Oggi non possiamo più accontentarci di questo, oggi abbiamo la necessità, più che il bisogno, di avere sempre più strumenti di analisi per poter essere in grado di prendere delle decisioni.

Quindi strumenti di scelta, non più modelli di rappresentazione che vengono forzati nel loro concetto e nelle loro potenzialità più espressive che analitiche, ma strumenti del tipo What . .. if? (cioè cosa accade nel mio modello se modifico i parametri)?

Penso anche come Archilink e il Corso di Composizione abbiano dimostrato tante volte come il What . . . if? sia possibile nell'immediato (è sufficiente scaricare un modello generale di un'area di studio e incominciare a collocare nello spazio le proprie proposte e modificarle per rendersi conto di cosa sia uno strumento di questo tipo).

Riporto brevemente un passo di un testo di Gilles Ivain che esprime al meglio il dove eravamo (o forse il dove siamo ancora), e il dove potremmo arrivare:
“l'architettura è il mezzo più semplice per articolare il tempo e lo spazio, per modellare la realtà, per sognare. . . . l'architettura di domani sarà un mezzo per modificare le concezioni attuali del tempo e dello spazio. Sarà un mezzo di conoscenza e un mezzo di azione. [...] Il complesso architettonico sarà modificabile. Il suo aspetto cambierà in parte o del tutto a seconda della volontà dei suoi abitanti. Sulla base di questa civiltà mobile, l'architettura sarà, almeno nei suoi esordi, un mezzo per sperimentare i mille modi di modificare la vita, in vista di una sintesi che non può che essere leggendaria".

Ivain esprime questi concetti negli anni 50 e rappresenta un chiaro segnale. Oggi abbiamo la possibilità di intervenire sui modelli, dobbiamo finalmente passare dal paradigma della rappresentazione usata per lo studio della realtà, al paradigma dell'interattività usato per lo studio della vita.
"L'interattività è l'elemento catalizzatore di questa fase architettonica perché al suo interno ricade il sistema di comunicazione contemporaneo basato sulla possibilità di creare metafore e quindi di navigare prima e di costruire poi sistemi ipertestuali, l'interattività pone al centro il soggetto invece dell'assolutezza dell'oggetto". (tratto da Antonino Saggio, Introduzione alla rivoluzione informatica in architettura).

Siamo forse giunti ad un punto fondamentale del discorso: il sito proposto da metheny sarà un modello di rappresentazione oggettivo o un sistema in grado di interagire con esso secondo una visione assolutamente soggettiva? Saremo spettatori di un bel film secondo i tempi e i modi tradizionali o potremmo indossare occhiali bicolore in grado di renderci attori nella scena proposta?
''L'architettura è sempre l'espressione spaziale di una decisione spirituale'
  L´administrator ha disattivato l´accesso pubblico in scrittura.
Re:Cagliari e 3D - 2011/02/20 16:37 ottimo, Light, centrato il bersaglio!
datemi un po' di tempo. domani risponderò... oggi è pur sempre 'domenica'
  L´administrator ha disattivato l´accesso pubblico in scrittura.
Re:Cagliari e 3D - 2011/02/20 17:45 Penso che sarebbe interessante, assunto come interattivo il giro in Cattedrale, rendere prossibile appendere dei post-it (un rilievo, una fotografia etc...)
Cominciare cioè a costruire la base di tracciati ipertestuali, da percorrere o da implementare con altre considerazioni.
Una specie di blog tridimensionale, una caccia al tesoro continua...
Saluti
  L´administrator ha disattivato l´accesso pubblico in scrittura.
Re:Cagliari e 3D - 2011/02/21 11:15 per ordine, prima rispondo al prof, poi chiarisco i miei obiettivi poi veniamo a light.
inizio col prof.

credo che se c'è un equivoco, possa riguardare il fatto che da ing, e da professionista, ho richiesto un incontro nella sua veste di ass, ma temo di essermi sempre imbattuto in quella di prof. e i ruoli sono diversi i quali, a mio avviso, presuppongono risposte e osservazioni diverse.
nessun rimprovero, nessuna richiesta: non ne ho il titolo e me ne guardo bene. in passato ho accolto le sue osservazioni senza battere ciglio. non le ho chiesto motivazioni, né ieri né tanto meno oggi (veda sopra). se poi oggi sente la necessità di darle, mi fa piacere.
sinceramente non andrei oltre per non dirottare l'invito del mio 2° post su altre strade che possono indurre a pensare a questioni personali fra me e lei che in realtà non esistono e non sarebbero comunque adatte a questa sede. non cambia il mio parere su di lei (nel senso che è positivo).
ho solo una sensazione, probabilmente sbagliata: che un certo tipo di atteggiamento non sia di aiuto ai tanti ragazzi che hanno voglia di fare e di fare innovazione. e se l'italia arranca nel mondo è forse anche grazie a tanti piccoli comportamenti come questi.
forse la sopravvaluto. forse mi sopravvaluto.
  L´administrator ha disattivato l´accesso pubblico in scrittura.
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 Pross. > Fine >>

 

 

 
9207240 pagine viste dal 03.2001
 ^^^