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CORSO DI
Architettura e Composizione Architettonica III
ANNO ACCADEMICO 2000-2001 |
La casa solare Gruppo
A_01_13 :
- Antonello Merella
- Paolo Sanna
- Stefano Tatti
Il percorso progettuale che è stato intrapreso, prende spunto
dalle indagini economiche svolte dal gruppo A14 sulla zona di Sant'Antioco:
in base ad esse si sono ottenute informazioni utili per un possibile
rilancio economico della cava. La nostra attenzione si è rivolta
al turismo, il quale, per poter essere sviluppato, necessita oltre che
di collegamenti, strutture attrattive, di alloggi funzionali, confortevoli
ed in armonia con l'ambiente nel quale sono inseriti. Nonostante il
tema sulle residenze fosse già stato trattato con apprezzabili
risultati dal punto di vista formale, si è voluto continuare
questo discorso, affrontando uno studio sui materiali e sugli impianti,
in modo da realizzare un'architettura inseribile nel territorio in modo
armonioso. Si è partiti pertanto da una ricerca sulle abitazioni
dal minimo impatto ambientale, che si adattino alle caratteristiche
dell'ambiente circostante (vegetazione, rilievi, posizione) per ottenere
il maggior vantaggio dal punto di vista energetico e luminoso, e che
sfruttino lo stesso contesto per migliorare le proprie condizioni di
comfort. Grazie agli studi sul sole e sul vento si è pensato
di poter utilizzare queste risorse secondo gli esempi forniti dalla
moderna tecnologia e dalla esperienza umana. Il risultato è quello
di un organismo edilizio che ambisce ad essere energeticamente indipendente,
dotata di una struttura, una forma ed impianti tecnologici tali da garantire
il massimo comfort ed un alto risparmio energetico: LA CASA SOLARE.
INDICE
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Studio preliminare: Edifici energeticamente
indipendenti
Sono edifici progettati con l'intento di fornire prestazioni superiori
a costi energetici inferiori ne sono sorti un po' ovunque soprattutto
dalla metà degli anni '70; gli edifici "energeticamente
indipendenti" sono invece ancora relegati nella sperimentazione,
anche perché l'indipendenza energetica è difficile da
conseguire, poco conveniente ed impossibile nel caso di edifici pubblici
o comunque di utenze che siano appena più che domestiche. La
bioarchitettura conta esempi anche di progettisti illustri: Botta, Nicoletti,
Wright, Le Corbusier, che hanno conciliato brillantemente gli aspetti
energetici ed estetici degli spazi, coperti e non, da loro progettati.

F.L.Wright - Robbie House (Chicago)
L'aggetto schermante del tetto diventa l'elemento caratterizzante dell'edificio

Manfredi Nicoletti -Biblioteca d'Alessandria d'Egitto
La "pelle" chiara esterna è una griglia che impedisce
il passaggio della luce diretta nelle ore più calde

Le Corbusier - Palazzo del Governatore a Chandigar (India)
Le aperture sono arretrate per tenere fuori il sole quando è
alto sull'orizzonte

Mario Botta - Cattedrale di Evry (Francia)
Le aperture sembrano scavate nell'involucro cilindrico di ridotta superficie
e grande inerzia termica
Nessun grande progettista si è però cimentato nell'impresa
di collocare, sull'involucro di una villetta, pannelli solari e fotovoltaici
in grado di fornire energia agli impianti. I motivi di questo disinteresse
si possono solo ipotizzare: problemi estetici ritenuti insolubili, scarsa
rilevanza economica del progetto, aspetti tecnici privilegiati rispetto
agli architettonici… quali che siano, ne deriva che l'estetica
dei pochi esempi di edifici a scarso consumo ed indipendenti energeticamente
è decisamente spartana, come si addice ad un oggetto di laboratorio
quali ancora sono.

Villa Lord a Kennebunkport, Maine (USA)
L'unica eccezione, fra gli esempi che vedremo, è la villa Lord
a Kennebunkport, Maine (USA), che non è a rigore energeticamente
indipendente, ma si può definire a bilancio energetico positivo.
La miscela riscaldata nei pannelli solari viene fatta circolare nelle
serpentine annegate nei pavimenti (in inverno) e nello scambiatore del
boiler che alimenta i rubinetti dell'acqua calda. Due case autosufficienti
in senso stretto sorgono in Europa, e precisamente a Berna e presso
Friburgo, in Germania, località che non godono certo di un'insolazione
particolarmente intensa. L'abitazione svizzera è la più
"antica" : l'energia dei pannelli fotovoltaici è immagazzinata
in una nutrita serie di batterie, mentre l'acqua calda dei pannelli
solari è convogliata nello scambiatore di un gigantesco serbatoio
da centomila litri che costituisce il nucleo dell'edificio e provvede
al riscaldamento ed all'acqua calda sanitaria per tutto l'anno. Più
complesso ed innovativo è l'edificio tedesco, realizzato dall'Istituto
Fraunhofer per i Sistemi ad energia solare di Friburgo. Utilizza infatti
vetrature TIM (Transparent Insulation Material), utilizzate anche nei
pannelli solari, e pannelli fotovoltaici al silicio monocristallino.
Al tramonto, una serie di imposte argentate impedisce al calore interno
di fuoriuscire. L'accumulo dell'energia non è affidato a grandi
masse d'acqua o a grandi accumulatori elettrochimici, come nella casa
di Berna, ma allo stoccaggio di idrogeno ottenuto per elettrolisi dell'acqua,
tramite l'elettricità dei pannelli fotovoltaici.

Casa Jenny a Berna

Casa Stahl (detta Solar House) - Friburgo
Studio preliminare: Stretegie di risparmio
energetico
Lo scambio termo-igrometrico dell'edificio con l'esterno è sempre
stato un punto critico delle tecniche costruttive, ed è stato
affrontato nei modi più vari dalle varie culture. La produzione
architettonica di ogni epoca storica può essere classificata
in tre modelli abitativi, a seconda della relazione con l'ambiente esterno,
cioè nel modello conservativo, selettivo o rigenerativo. Il primo
modello, il cui archetipo è la caverna, è caratterizzato
da masse murarie di grosso spessore che conferiscono all'edificio un'elevata
inerzia termica, proteggendo l'interno dagli sbalzi termici stagionali;
il secondo modello, che può essere detto il modello della capanna,
è caratteristico della fascia tropicale, con sole, vento ed umidità,
e cerca di sfruttare le masse d'aria per asportare il calore in eccesso
e/o rinfrescare gli ambienti per evaporazione .
| Il terzo modello, prodotto dalla tecnologia degli
ultimi secoli, è il modello del grattacielo, ovunque uguale
a se stesso, al cui interno viene instaurato un clima artificiale,
il cui differenziale con l'esterno è mantenuto da impianti
dal consumo energetico proporzionale a questo differenziale. La
consapevolezza che quest'ultimo modello, per quanto efficace, è
quanto di più inefficiente e fragile si potesse trovare per
garantire il benessere dell'utenza, si è accresciuta con
le crisi energetiche degli ultimi trent'anni: si cercano allora
soluzioni tecnologiche per sfruttare gli stessi principi che rendevano
efficaci i primi due modelli, al fine di renderli anche efficienti
e più controllabili di quanto potessero fare i nostri antenati.
Questa nuova filosofia di inserimento dell'edificio nell'ambiente
ha segnato l'avvio di nuove forme architettoniche totalmente estranee
al modello grattacielo: le architetture tornano ad essere "locali",
un edificio ai tropici non può essere uguale ad uno nella
tundra siberiana, dovendo fare i conti con un ambiente che offre
opportunità del tutto diverse. L'effetto visivo sarà,
ai tropici, di un edificio dalla pelle opaca, riflettente e a volte
scostata dal vero involucro dell'edificio, in modo da non trasmettere
all'interno il calore che lo invade durante il giorno, vegetazione
e specchi d'acqua contribuiscono a creare un microclima più
fresco; alle alte latitudini l'aspetto dell'edificio sarà
scuro, massiccio e compatto sul lato freddo, a volte dal doppio
involucro (per motivi opposti, ossia sfruttare la discontinuità
per ostacolare la perdita di calore verso l'esterno), e vetrato
sul lato caldo, per permettere l'ingresso dei raggi solari, il cui
calore viene intrappolato dal doppio vetro, che ha la proprietà
di impedire l'uscita del calore e degli infrarossi emessi dalle
superfici interne riscaldate dal Sole. E' sufficiente un veloce
sguardo alle strategie architettoniche popolari applicate nel passato
per renderci conto che i principi bioclimatici non sono affatto
nuovi. Infatti, davanti alla scarsità di risorse energetiche
e alla limitazione tecnologica, l'unico modo in cui l'uomo poteva
proteggersi dalle condizioni climatiche avverse era attraverso l'architettura
stessa. |

Un dammuso dell'isola di Pantelleria.
Il muro di spessore 0.8-2 m riduce l'escursione termicaall'interno,
la volta sottile cede al fresco notturno il calore dell'aria che
vi si accumula

Un trullo della Puglia.
Il surriscaldamento indotto dalla pietra scura di copertura viene
smaltito consentendo la fuoriuscita dell'aria calda da un'apertura
in cima al cono.
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Ma purtroppo, dopo la scoperta dell'energia elettrica, tutti questi
principi sono andati perduti. Per citare solo alcuni esempi italiani
antichi: nella Villa di Adriano a Tivoli, i cortili e le stanze venivano
orientati a seconda delle diverse esigenze termiche estive e invernali,
nelle ville di Costozza in Veneto, costruite a partire del 1550, un
interessantissimo sistema di raffrescamento sfrutta l'aria fredda proveniente
da grandi cavità sotterranei ("covoli") situate all'interno
delle colline in cui sorgono le Ville.

Spaccato di due edifici di un complesso di sei ville palladiane a Costozza
(Vicenza)
Ora però tutto è cambiato. Il problema energetico ci
influenza solo in modo relativo e le risorse tecnologiche costruttive
sono numerose e diverse. Oggi sono i problemi legati soprattutto all'inquinamento
ambientale quelli che ci costringono a ripensare il modo in cui usiamo
le risorse energetiche. Basta pensare che attualmente il 22% delle emissioni
di Co2 della Unione Europea è legato al settore edilizio; inferiore
è la produzione di emissioni dell'intero settore industriale.
Dobbiamo quindi affrontare la situazione sotto un'ottica diversa, cercando
di offrire buoni livelli di comfort ambientale ma allo stesso tempo
minimizzando l'uso delle risorse energetiche inquinanti e aumentando
l'uso di fonti energetiche rinnovabili pulite, come l'energia solare.
Condotti d'aria sotterranei per climatizzare l'aria, superfici vetrate
o serre rivolte a sud per intrappolare il calore in inverno, materiali
trasparenti innovativi per "selezionare" la radiazione solare
ed aumentare l'uso dell'illuminazione naturale negli ambienti interni,
camini solari per aumentare la ventilazione naturale, uso di pannelli
fotovoltaici per produrre elettricità ed uso di pannelli solari
per produrre l'acqua calda, sono solo alcune delle strategie progettuali
che possono essere applicate per diminuire i nostri consumi energetici,
ma soprattutto migliorare la nostra qualità di vita.
Studio preliminare: Sistemi solari
| Con l'espressione "energia solare attiva"
si intende in genere raggruppare tutte le applicazioni che riguardano
il settore delle applicazioni termodinamiche (energia termosolare
) e il settore dell'energia fotovoltaica. L'energia termosolare
ha diversi sistemi applicativi che differiscono tra di loro per
il tipo di collettore impiegato, il tipo di scambiatore di calore,
il modo di immagazzinamento dell'energia ecc. In ogni caso tutti
i sistemi attivi, che vengono in genere utilizzati per riscaldare
gli ambienti o l'acqua, hanno come principali componenti sia collettori
solari sia sistemi di immagazzinamento del calore, mentre la circolazione
del fluido utilizzato per lo scambio termico viene ottenuta mediante
pompe o ventole. I pannelli solari impiegati nel settore edile offrono,
tra gli altri vantaggi, la caratteristica di poter essere integrati
con relativa facilità nella struttura dell'edificio. |

Criteri bioclimatici utilizzati in sistemi costruttivi primitivi
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Esiste quindi la possibilità di creare delle vere e proprie
facciate energeticamente attive, senza rinunciare alla qualità
stilistica e architettonica dell'edificio e contemporaneamente realizzando
un manufatto con un ridotto impatto ambientale in termini di emissioni
inquinanti.

Sistema solare passivo a guadagno indiretto
Con l'espressione "energia solare passiva"
si intende in genere raggruppare tutte le applicazioni in cui l'energia
solare viene utilizzata senza alcun ausilio motorizzato e in cui la
distribuzione del calore prodotto avviene grazie ai fenomeni naturali
della conduzione, della convezione e dell'irraggiamento, anzichè
mediante l'utilizzazione di pompe o ventole. Nella gestione di un edificio
o di un'abitazione, le strategie solari passive, con diverse varianti,
possono essere sostanzialmente impiegate per raggiungere tre obbiettivi
principali:
1) Per il riscaldamento di un edificio, soprattutto nei climi freddi,
attraverso l'accumulo, la distribuzione e la conservazione dell'energia
termica solare.
2) Per il raffrescamento naturale di un edificio, grazie alla ventilazione
naturale, alla schermatura e all'espulsione del calore indesiderato
verso dissipatori di calore ambientali ( aria, cielo, terra,acqua ).
Le principali tecniche impiegate in questo caso prevedono soprattutto
l'utilizzo di condotte d'aria interrate, di camini solari, di una buona
massa termica, della ventilazione indotta, di protezioni dall'irraggiamento
diretto e di sistemi per la deumidificazione o per l'evaporazione dell'acqua.
3) L'altro importante contributo passivo che si può ottenere
dall'energia solare riguarda l'illuminazione diurna di un edificio,
sfruttando sia la luce solare diretta sia quella diffusa dalla volta
celeste.
Studio preliminare: Sistemi solari - Il riscaldamento
solare passivo
Nella stagione fredda, l'energia solare può dare un contributo
significativo al fabbisogno energetico degli edifici. A tal fine vengono
utilizzati i seguenti meccanismi:
1) la captazione solare, in cui l'energia solare captata viene trasformata
in calore;
2) l'accumulo termico, in cui il calore captato durante il giorno viene
accumulato per un uso successivo;
3) la distribuzione del calore, in cui il calore captato/accumulato
viene indirizzato alle parti dell'edificio che è necessario riscaldare;
4) conservazione del calore, in cui il calore è mantenuto nell'edificio
il più a lungo possibile.
I sistemi solari passivi si dividono in diretti, indiretti ed isolati.
Il sistema diretto, quello più comune, presenta ampie vetrate
esposte a sud, aperte direttamente sull'ambiente interno, che dispone
di sufficienti masse di accumulo termico. I principali sistemi indiretti
sono: il muro termico, il muro di Trombe
e le serre. Nel muro termico l'accumulo è costituito
dalla parete di consistente massa termica esposta a sud e prevede una
superficie vetrata esterna per ridurre le dispersioni termiche. Il calore
captato viene trasmesso per conduzione, con un certo ritardo, attraverso
la parete e quindi ceduto (per convezione ed irraggiamento ) all'ambiente
interno. Gli elementi di accumulo, a calore sensibile, comunemente adottati,
sono costituiti da pareti e/o solai aventi una adeguata capacità
termica, nonchè in alcuni casi anche accumuli ad acqua, a sassi
e nel terreno. Oltre al trasferimento del calore per conduzione come
nel muro termico, il muro Trombe consente anche quello per termocircolazione
naturale dalla captazione all'ambiente retrostante attraverso delle
aperture poste nella parte bassa ed in quella alta della parete. La
serra è costituita da una chiusura vetrata sulla facciata sud
avente una massa di accumulo nella parete di separazione o comunque
all'interno della serra stessa. La serra viene usata per il preriscaldamento
dell'aria di rinnovo. L'uso di isolamenti mobili durante il periodo
notturno aumenta in tutti i sistemi citati il rendimento energetico.
Nei sistemi isolati la superficie di captazione è separata dall'accumulo
termico, il trasferimento del calore fra i due elementi avviene per
termocircolazione naturale o anche direttamente, sempre per termocircolazione,
dalla captazione allo spazio abitato.
Un esempio di sistema isolato è costituito dal sistema
Barra-Costantini che si può schematizzare in un collettore
solare montato sulla facciata sud dell'edificio. L'aria riscaldata dal
collettore viene convogliata in condotti posti nel soffitto che riscaldano
la struttura. Si viene quindi a determinare una termocircolazione naturale
(loop convettivo) con conseguente trasferimento del calore dalla captazione
(collettore) all'accumulo (soffitto) e all'ambiente interno. Talvolta
i diversi sistemi possono integrarsi tra loro per ottimizzare la copertura
del fabbisogno energetico nel corso della giornata.

Muro termico: schema di funzionamento estate-inverno.

Muro Trombe: schema di funzionamento estate-inverno.

La serra: due esempi in cui si ha un sistema senza e con accumulo in
parete

Sistema Barra-Costantini: schema di funzionamento estate-inverno
Studio preliminare: Sistemi solari - Il raffreddamento
passivo

Camini a vento su una casa egiziana
Di frequente contengono tappeti o carbonella umidi
per rinfrescare ulteriormente il vento che vi entra
L'importanza del raffrescamento passivo è motivata dal fatto
che il fabbisogno di raffreddamento degli edifici è aumentato
rapidamente negli ultimi anni, creando importanti problemi ambientali,
economici, di salute e soprattutto di consumi elettrici. La ventilazione
naturale agisce sul benessere attraverso due meccanismi, uno indiretto
e l'altro diretto: il primo influenza il bilancio termico dell'edificio,
il secondo quello dell'individuo (consentendo di incrementare gli scambi
convettivi tra uomo e ambiente con conseguenze positive sul benessere
termico). Il termine "ventilazione" viene
usato per definire tre diverse funzioni: l'approvvigionamento di aria
fresca, la rimozione del calore da un ambiente attraverso il ricambio
dell'aria e il raffreddamento fisiologico. La ventilazione naturale
dà luogo a raffreddamento tramite le correnti d'aria generate
da fenomeni naturali come l'azione del vento e l'effetto camino. È
necessario precisare che sia l'azione del vento che l'effetto camino
influenzano la ventilazione degli edifici; in particolare, la prima
viene molto influenzata dalle condizioni anemologiche del luogo, mentre
il secondo dall'altezza degli ambienti o degli elementi dedicati (torri
del vento, camini solari, intercapedini ventilate, ecc.).
Le torri del vento iraniane sono elementi autonomi integrati nell'edificio
con la funzione di generare un movimento d'aria al loro interno e costituiscono
una indicazione efficace per il raffreddamento degli edifici in climi
caldi aridi. Nel suo funzionamento notturno la torre si raffredda poichè
la sua massa muraria cede calore all'aria (in essa contenuta) che si
riscalda. Si genera quindi, un moto ascensionale dell'aria che, richiamata
da aperture poste alla base dell'edificio, favorisce il raffreddamento
dell'edificio e soprattutto della torre stessa che funge da accumulo
di freddo. Di giorno, l'aria calda esterna, venendo a contatto con la
massa muraria della torre, si raffredda ed aumentando di conseguenza
la sua densità, scende verso il basso, entrando nell'edificio
e provocandone il raffreddamento. Tale meccanismo di funzionamento,
accelerato dall'azione del vento, ha presentato interessanti soluzioni
in climi caldi pervenendo a soddisfacenti risultati di integrazione
architettonica. Il raffreddamento evaporativo sfrutta l'abbassamento
di temperatura dell'aria che si verifica a seguito dell'evaporazione
dell'acqua. Tale evaporazione diminuisce all'aumentare dell'umidità
relativa dell'aria, fino ad annullarsi per alti valori (condizioni di
saturazione) di quest'ultima. Tale possibilità di raffreddamento,
che veniva anche utilizzata nelle torri del vento iraniane, può
avere varie possibilità di applicazione, sia negli ambienti interni,
sia in quelli esterni. Tali torri, di forma conica ed alte trenta metri,
hanno nelle sommità degli spruzzatori d'acqua che, a seguito
dell'evaporazione, raffreddano l'aria presente nella parte alta della
torre che aumentando di conseguenza la sua densità scende verso
il basso raffreddando l'aria del sottostante spazio esterno.

Arch. Mester de Parajd:
edifici del complesso del tribunale di Niamey (Nigeria)
Nello schema, spaccato del doppio muro ventilato esterno

EXPO' 2000 di Siviglia: torri evaporative
Studio preliminare: Controllo solare e produzione
di energia
La flessibilità tecnologica delle facciate può essere
considerata anche come la capacità di soddisfare il comfort ambientale
in modo dinamico rispetto alla variazione delle sollecitazioni ambientali
o delle esigenze individuali di comfort. Le sollecitazioni ambientali
caratterizzate, per esempio, dalla temperatura e dall'irraggiamento
solare variano durante l'arco dell'anno e della stessa giornata. Durante
i periodi caldi è importante agevolare la trasmissione della
luce solare attraverso la parte trasparente della facciata, ponendo
attenzione a non produrre effetti di abbagliamento, e limitare la penetrazione
di energia. In un ambiente protetto da superfici vetrate, i corpi colpiti
dall'irraggiamento solare aumentano la loro temperatura e in funzione
di questa riemettono a loro volta energia trasformata in calore sotto
forma di radiazioni infrarosse. Durante i periodi freddi è invece
necessario limitare le dispersioni di calore e agevolare la trasmissione
della luce solare e dell'energia all'interno degli spazi. Se quindi
l'aumento della temperatura nei periodi freddi dell'anno costituisce
un apporto gratuito di energia, nei periodi caldi crea situazioni di
discomfort termico e rende necessario dimensionare impianti di condizionamento
per elevati carichi termici con un aumento dei costi di gestione dell'edificio.
La necessità, da un punto di vista economico e soprattutto ambientale,
di un uso razionale dell'energia e di un maggiore risparmio energetico
ha influenzato la ricerca sui materiali, i componenti e i sistemi di
facciata e ha introdotto nuovi materiali e modelli di funzionamento
della facciata, capaci di variare il modo di rispondere alle sollecitazioni
ambientali nel tempo . Inoltre, la rivendicazione da parte dei fruitori
di un controllo individuale delle condizioni di comfort e della percezione
dello spazio esterno sono due esigenze che hanno indotto il progettista
a compiere delle scelte tecniche in grado di favorire la personalizzazione
del controllo delle condizioni ambientali. La concezione dell'edificio
come elemento attivo nel mediare gli effetti delle radiazioni solari
e della ventilazione per contribuire al suo riscaldamento e al raffrescamento
ha comportato un nuovo atteggiamento nel progetto dei sistemi di involucro,
non più concepito come barriera tra l'interno e l'esterno, ma
come elemento mediatore di flussi energetici. In quest'ottica si collocano
i sistemi di retrofit fotovoltaico che devono quindi assicurare i seguenti
requisiti:
1) garantire un rendimento energetico elevato;
2) rendere il calore dei raggi solari in energia utilizzabile per il
riscaldamento;
3) soddisfare pienamente la funzione della protezione contro le intemperie;
4) assicurare automaticamente l'ombra quando richiesta.
Per quanto riguarda il rendimento energetico, questo dipende esclusivamente
dall'orientazione della facciata o del tetto fotovoltaico e dalle caratteristiche
della cella utilizzata. Assicurare automaticamente l'ombra quando richiesto
è una funzione ormai sperimentata, a monte delle esperienze acquisite
dai sistemi di schermatura tradizionali, e presenta l'applicazione di
meccanismi a comando elettrico che mantengono l'inclinazione ideale
dei moduli e favoriscono la penetrazione dell'illuminazione naturale
all'interno dei locali. Un interessante sistema in via di sperimentazione
unisce i vantaggi della produzione di energia elettrica con quelli di
un collettore solare per la produzione di energia termica.
Per assicurarsi un buon rendimento degli impianti solari la cosa più
importante non è il tempo, ma come sono inclinati i pannelli.L'inclinazione
del pannello solare è determinata dalla stagione: l'incidenza
del sole infatti varia sensibilmente dall'estate all'inverno.

Se il sistema solare è utilizzato tutto l'anno, per ottimizzare
la captazione dei raggi
solari, i pannelli devono essere inclinati di 45° o posti a un'inclinazione
uguale alla latitudine

Se invece il sistema solare è in funzione prevalentemente durante
i mesi estivi,
conviene adottare un'inclinazione minore, con un angolo di 30°.
Quando l'impianto solare ha la funzione di integrare l'apporto energetico
dell'impianto
di riscaldamento nei mesi invernali, l'inclinazione ottimale è
invece intorno ai 60°.
Anche se il cielo è coperto, i pannelli solari sono in grado
di captare la luce diffusa e le radiazioni provenienti dalla volta celeste:
in questo modo riescono comunque a riscaldare l'acqua, che tuttavia
raramente supera i 35-40°C.
Questi pannelli sono realizzati con un'intercapedine sulla parete interna
attraverso la quale viene fatta circolare, come fluido refrigerante,
l'aria dell'ambiente o l'acqua, recuperando in questo modo l'energia
termica dovuta al surriscaldamento dei pannelli. Mantenendo i pannelli
ventilati, e abbassandone la temperatura, si migliora tra l'altro il
fattore di conversione elettrica della radiazione solare e l'aria calda
che si ottiene può essere utilizzata per il riscaldamento. Al
di là di questa nuova componentistica, che permette comunque
l'acquisizione dei dati per un promettente miglioramento dell'efficienza
di tali sistemi, è interessante notare come le tecnologie a nostra
disposizione possano condurre oggi a soluzioni validissime sia dal punto
di vista tecnico, sia da quello economico. Soltanto, comunque, attraverso
l'integrazione dei sistemi fotovoltaici con tutti gli altri sistemi
già acquisiti dell'architettura solare passiva e dei materiali
innovativi sarà possibile rendere concorrenziali le energie rinnovabili
ai combustibili fossili tradizionali.
Studio preliminare: I pannelli solari
I pannelli solari possono essere raggruppati in alcune tipologie principali.
Le differenze (di tecnologie costruttive, di materiali impiegati, di
costo, ecc) fra i vari pannelli servono a dare le risposte più
appropriate alle differenti esigenze degli utenti e alle diverse possibili
condizioni di installazione e di impiego. Di seguito abbiamo svolto
una breve trattazione delle tipologie costruttive dei pannelli solari.

PANNELLI SOLARI VETRATI
I pannelli solari vetrati sono quelli classici composti dal pannello
vero e proprio e da un serbatoio di accumulo dell'acqua: insieme costituiscono
un sistema solare completo. L'assorbitore di calore inserito nel pannello
è termicamente isolato dalla temperatura dell'aria esterna, tramite
un vetro temperato, sopra, e uno strato di isolante sotto (scocca posteriore).
In questo modo si sfrutta al meglio l'effetto selettivo del vetro all'infrarosso
che permette di raggiungere la massima temperatura e la maggiore efficienza.
Il vetro è trasparente alla luce del sole che entra, ma è
opaco ai raggi infrarossi che vengono trattenuti all'interno. I raggi
del sole, che raggiungono la parte interna del pannello, lo scaldano
ed il calore viene trattenuto all'interno. In virtù di tali caratteristiche,
questi pannelli sono in condizioni di produrre acqua calda in tutti
i mesi dell'anno. Ciascun produttore di pannelli solari propone vari
modelli che si diversificano fra loro sul piano tecnico, economico ed
impiantistico, offrendo agli acquirenti un'ampia possibilità
di scelta. E' pertanto difficile fare una catalogazione che evidenzi
con precisione le caratteristiche di ciascuna marca e di ciascun modello.
E' possibile suddividere i pannelli solari vetrati in tre categorie:
1. pannelli a superficie selettiva
In questi pannelli l'assorbitore di calore, di colore nero, è
stato trattato con un prodotto selettivo all'infrarosso, che trattiene
il calore del sole e riduce la riflessione, potenziando le analoghe
azioni del vetro soprastante. Questa tecnologia permette di ottenere
dai pannelli un maggior rendimento. I pannelli a superficie selettiva
hanno un buon rendimento anche durante i mesi invernali e la loro installazione
è consigliata quando si prevede di utilizzarli tutto l'anno.
2. pannelli non selettivi
In questo tipo di pannelli la superficie dell'assorbitore di calore
non viene trattata, ma viene ugualmente verniciata in nero, per meglio
trattenere i raggi solari. Il loro rendimento è inferiore di
circa il 10% a quello dei pannelli trattati con prodotti selettivi.
Anche il costo è inferiore. L'impiego di questa tipologia di
pannelli è particolarmente indicato per le seconde case, utilizzate
nei mesi estivi, e per le zone con abbondante insolazione.
3. pannelli con serbatoio integrato
Nei pannelli con serbatoio integrato l'assorbitore di calore ed il serbatoio
di accumulo si confondono in un unico oggetto e l'energia solare giunge
direttamente a scaldare l'acqua accumulata. Per effetto del principio
che l'acqua calda tende a salire e quella fredda a scendere, si viene
a creare all'interno del serbatoio un moto cosiddetto convettivo che
distribuisce il calore captato a tutta la massa d'acqua.

PANNELLI SOLARI SOTTOVUOTO
La tecnologia dei pannelli solari sottovuoto è più sofisticata
di quelli vetrati. Ovviamente sono molto più costosi, ma sono
in grado di fornire prestazioni assai elevate. I pannelli sottovuoto,
oltre ad essere costruiti con tutti gli accorgimenti tecnici atti a
trattenere il calore, descritti per i pannelli a superficie selettiva,
sono, appunto sottovuoto. Essi si presentano come tubi di vetro, contenenti
all'interno un elemento assorbitore di calore, al cui interno la pressione
dell'aria è ridottissima, così da impedire la cessione
del calore da parte dell'assorbitore. A questo scopo, in fase di assemblaggio,
l'aria tra assorbitore e vetro di copertura viene aspirata e l'involucro
deve assicurare una tenuta perfetta e che rimanga tale nel tempo. I
pannelli solari sottovuoto hanno un ottimo rendimento in tutti i mesi
dell'anno e sono particolarmente adatti ad essere installati negli edifici
residenziali ubicati nelle zone ad insolazione medio-bassa, anche in
condizioni climatiche rigide.
PANNELLI SOLARI SCOPERTI
I pannelli solari scoperti sono adatti per gli utilizzi nella stagione
estiva: riscaldamento di piscine scoperte, acqua calda per le docce
negli stabilimenti balneari, nei campeggi, negli alberghi stagionali,
ecc. I pannelli solari scoperti sono privi di vetro e l'acqua passa
direttamente all'interno dei tubi del pannello, dove viene riscaldata
dai raggi solari ed è pronta per essere usata. Il limite di questi
pannelli è che, non essendo coibentati, funzionano con una temperatura
ambiente di almeno 20°C (al di sotto il bilancio tra energia accumulata
ed energia dispersa è sfavorevole), e la temperatura massima
dell'acqua non supera i 40°C. Proprio per questo motivo il loro
impiego è ideale per le utenze stagionali. Il loro costo è
notevolmente più basso dei pannelli vetrati Il materiale usato
per costruire i pannelli scoperti può essere PVC, Neoprene o
Polipropilene. Quest'ultimo materiale consente di realizzare pannelli
capaci di sopportare una pressione dell'acqua fino a 6 atmosfere.


RISCALDAMENTO E RAFFRESCAMENTO
L' abbinamento dell' impianto a pannelli solari con gli impianti a
parete e a pavimento, e' l'ideale perche' sono impianti che possono
funzionare a partire da temperature comprese tra i 25° e i 30°
dell' acqua in mandata. In questo modo si puo' sfruttare l' impianto
solare anche nei mesi piu' freddi quando il sole non riesce a scaldare
l' acqua per gli usi sanitari, abbreviando cosi' i tempi di ammortamento.
Le esperienze effettuate nel nord Europa confermano che l' abbinamento
tra un impianto a pannelli solari e un impianto misto parete-pavimento,
consentono di coprire il 60% del fabbisogno dell' edificio. Secondo
i criteri della bioarchitettura, l'impianto aparete viene considerata
il sistema ideale. Infatti e' il sistema che presenta la maggiore quota
di calore ceduto per irraggiamento (circa il 90%). Presentando una temperatura
omogenea lungo l' asse verticale della parete non si creano moti convettivi.
La temperatura ideale risulta compresa tra i 17° e i 20° perche'
i muri sono caldi. Questo e' molto importante per tutti coloro che soffrono
di allergie alle polveri. Uno dei punti di forza di questo impianto
e' la bassissima inerzia termica. L' impianto viene realizzato soprattutto
sulle pareti perimetrali dell' edificio, per realizzare la barriera
termica verso l' esterno. Tale funzione e' molto efficace soprattutto
nel raffrescamento estivo, ottenuto facendo circolare acqua a bassa
temperature nelle serpentine annegate nella muratura e che grazie alla
grande superficie radiante si riesce a stabilire il microclima piu'
naturale in pochi minuti.
Studio preliminare: I materiali
Secondo gli studiosi, l'edilizia tradizionale è almeno in parte
responsabile dell'inquinamento atmosferico, del consumo di energia e
della produzione dei rifiuti. Una soluzione moderna ed efficace a questi
problemi è rappresentata dalla bioedilizia, che segue le tendenze
attuali di salvaguardia dei valori ambientali. La bioedilizia
dedica grande attenzione all'ambiente, con l'uso di sostanze naturali,
facilmente degradabili o riciclabili, il progetto di sistemi e impianti
ad alta efficienza, basso consumo, minimo effetto inquinante. Essa offre
una vastissima gamma di materiali, vernici, rivestimenti, tessuti che
sono già proficuamente utilizzati nei progetti edili più
avanzati e che possono aiutarci a rendere la nostra casa più
sana e confortevole. Il costo di queste tecniche è paragonabile
a quello dei sistemi tradizionali, investire in bioedilizia si traduce
in un duplice vantaggio: economico e qualitativo. Solo per fare un esempio,
un buon isolamento termico e un impianto progettato con la giusta attenzione
ai consumi consentono, in breve tempo, di ammortizzare il costo iniziale
con il risparmio di energia ottenuto. Oppure la scelta di un tendaggio
trattato opportunamente o di un mobile rifinito con vernici adatte contribuiscono
ad evitare allergie che si possono avere con l'uso di complementi trattati
chimicamente. Quindi un'architettura avanzata rispetta l'ambiente naturale,
ma cura anche la qualità degli interni della casa: oltre all'estetica
e alla funzionalità, essa studia le soluzioni che offrono benessere
alle persone che vi abitano. Oggi esistono impianti che controllano
le condizioni del clima interno, sistemi che aiutano a evitare la presenza
di campi elettromagnetici, di agenti patogeni o contaminanti. Tutto
ciò grazie alle moderne tecnologie. Bioedilizia vuol dire scienza
dell'habitat a misura d'uomo, un concetto diverso dell'abitare, che
considera la casa come qualcosa che cresce nel rispetto dell'uomo e
dell'ambiente in armonia con tutto il resto della natura. La Bioedilizia
ha come scopo primario la creazione di uno spazio che sia veramente
un rifugio per l'uomo e non un qualcosa a lui estraneo se non addirittura
ostile. Progettare biocompatibilmente significa quindi, e soprattutto,
integrare l'organismo edilizio con l'ambiente nel quale è inserito
utilizzando materiali non inquinanti e riciclabili, impianti a basso
consumo energetico e, per quanto possibile, cercando di sfruttare le
risorse naturali del posto. Ma come si identifica un materiale ecologico
e sostenibile dall'ambiente ? In estrema sintesi la sostenibilità
di un materiale si definisce in relazione alla riduzione ai minimi termini
del suo impatto ambientale riferito all'intero ciclo della sua vita.
In alte parole, un materiale è tanto più sostenibile quanto
minore è l'energia, da un lato, e la produzione di rifiuti, dall'altro,
necessarie per l'estrazione delle materie prime di cui è fatto,
per i cicli intermedi di lavorazione,per l'imballaggio, il trasporto
e la distribuzione, per l'applicazione, l'uso e il consumo e per l'eventuale
riutilizzo o riciclo, ed infine per la sua dismissione o smaltimento
finale. La sostenibilità di un materiale va volutato quindi "dalla
culla alla tomba" attraverso un'attenta analisi della sua 'biografia'.
La complessità e la grande articolazione del settore produttivo
rendono particolarmente arduo il compito di valutare la qualità
ecologica dei materiali edili e la stesura quindi di corretti "ecobilanci".
E' stato tracciato uno schematico elenco di malteriali "consigliabili"
per la realizzazione di edifici che rispondano a requisiti di bioecologicità.
Occorre poi accompagnare i materiali individuati con indicazioni sulla
scelta corretta e sui criteri di applicazione.
- I materiali per fondazioni e opere strutturali
- IL CEMENTO
In bioedilizia si consiglia di ridurre ai minimi termini l'uso
di questo materiale per le sue specifiche caratteristiche fisico
tecniche: mantiene a lungo l'umidità, ha scarsa traspirabilità,
elevata conducibilità ed è inoltre facilmente aggredibile
dagli agenti atmosferici, richiede quindi complesse opere di isolamento
termoacustico e l'utilizzo di additivi chimici specifici di forte
impatto ambientale. Il calcestruzzo armato, d'altro canto, è
sia per motivi normativi che pratici la soluzione più consigliata
per realizzare fondazioni e alcuni elementi strutturali: cordoli
,banchinaggi, ecc.. In bioedilizia si consiglia quindi l'utilizzo
di cemento puro, in cui sia certificata l'assenza di radioattività
e la non addittivazione in fase di produzione con materie seconde
spesso provenienti da scarti di altre lavorazioni industriali
o in fase di confezionamento del calcestruzzo con prodotti chimici
di sintesi. Questi requisiti si trovano più facilmente
nel cemento bianco che è quindi da preferire
- IL FERRO
Anche per l'altra componente del calcestruzzo armato, il ferro,
esistono motivi per consigliare un uso molto limitato. La forte
presenza di componenti metalliche in un edificio, soprattutto
se in forma reticolare, ha infatti due potenziali effetti negativi:
effetto Faraday, ovvero squilibrio fino all'annullamento del campo
elettromagnetico naturale proveniente dal suolo e dal cosmo ed
effetto antenna nei confronti del sempre più massiccio
inquinamento elettromagnetico artificiale presente oggi nelle
aree urbanizzate e prodotto da linee ad alta tensione, trasmettitori
radio e tv, installazioni radar, ponti radio, satelliti, ecc.
In bioedilizia si consiglia quindi che l'acciaio tondo ad aderenza
migliorata sia ad alta resistenza per limitarne la quantità
o meglio ancora realizzato in acciaio inox che, per la sua particolare
microstruttura, ha valori particolarmente bassi di permeabilità
magnetica e consente quindi di eliminare le azioni di disturbo
al campo elettromagnetico naturale proprie degli elementi metallici
in particolare se reticolari
- I materiali per le murature e opere strutturali
- L'ARGILLA
Per i motivi addotti parlando di cemento e ferro si deduce che
le murature portanti siano la soluzione tendenzialmente preferita
per gli edifici fino a tre piani. D'altra parte, per diversi motivi,
sono ecologicamente poco consigliabili edifici molto sviluppati
in altezza. Dal punto di vista bioecologico la preferenza nella
scelta di elementi per muratura deve andare all'argilla materiale
presente nel nostro ambiente in quantità consistenti in
modo molto diffuso. I manufatti in argilla sono dotati di grandi
capacità di traspirazione e di isolamento acustico; l'argilla
costituisce, per le sue caratteristiche di assorbenza e di inerzia
termica, un ottimo volano termoigrometrico in grado di creare
un clima abitativo ideale: se correttamente dimensionato, accumula
e irraggia nuovamente il calore radiante prodotto all'interno
delle abitazioni e tende ad equilibrare l'umidità relativa
dell'aria interna. Queste caratteristiche sono maggiormente presenti
nell'argilla cruda e cioè nel materiale semplicemente essiccato
e non cotto in fornace a temperature molto alte, per murature
ovviamente non portanti.Il laterizio è invece indicato,
anche in zona sismica, per le murature portanti che dovranno essere,
per ottimizzare le loro proprietà, monolitiche e di forte
spessore. L'argilla per essere biologicamente compatibile non
deve essere addittivata con materie seconde, come invece spesso
avviene, e, in caso di porizzazione finalizzata ai miglioramento
delle prestazioni termocoibenti dei laterizio, i materiali aggiunti
all'argilla dovranno essere di origine vegetale o minerale come
nel caso della polvere di legno, della perlite o di prodotti di
scarto della produzione agricola come la pula di riso, mentre
si dovranno escludere i materiali derivati dalla sintesi petrolchimica
come il polistirolo, materiale privo di sostenibilità ambientale
- I materiali per le finiture superficiali
- LA CALCE E IL METALLO
Anche la calce appartiene ai gruppo dei materiali 'base' della
bioedilizia. Possiede infatti ottime qualità biologiche,
diffusa reperibilità, basso contenuto energetico in fase
produttiva. Viene usata come legante per malte e intonaci e come
componente per pitture. In entrambi i casi garantisce alle murature
trattate ottime doti di traspirabilità. La calce eminentemente
idraulica (silicato di calcio, silicato bicalcico), quando non
è frutto di trasformazioni industriali del cemento ma è
di origine naturale così come la conoscevano i romani ai
tempi delle loro grandi opere di ingegneria, può molto
spesso sostituire il cemento nei massetti, nei sottofondi, negli
intonaci rustici garantendo a queste opere maggiore traspirabilità,
assorbenza, coibenza, doti fondamentali soprattutto negli intonaci
per garantire regolazione termoigrometrica e quindi condizioni
microclimatiche interne positive ed equilibrate. Il grassello
di calce o calce spenta (idrato di calcio) è invece il
materiale base per i lavori di finitura e soprattutto per gli
intonaci dove garantisce in modo coerente il completamento del
pacchetto di muratura secondo i criteri già esposti ovvero
quelli della regolazione termoigrometrica e della traspirabilità
e insieme risultati estetici, nelle innumerevoli varianti di grande
pregio offerte dalla tradizione costruttiva regionale italiana.
Le coperture metalliche, come quelle in cemento, sono meno consigliabili
per i motivi già esposti, ma la presenza di un impianto
a pannelli solari lo rende necessario come supporto dei pannelli
stessi
- I materiali da pavimentazione e da rivestimento
- L'ARGILLA (2)
In questo campo la tradizione produttiva italiana è veramente
di grande qualità e ricchezza tecnica e formale. Escludendo
ovviamente i materiali sintetici, i materiali per la pavimentazione
ed il rivestimento sono in bioedilizia sempre principalmentete
quelli già più volte ricordati che per questo possono
essere considerati dei veri archetipi del costruire nonostante
i numerosi tentativi di sostituirli. l'argilla è infatti
onnipresenti in questo settore in forma di piastrelle in cotto,
gres, klinker, ceramica. Un parquet verniciato con una vernice
poliuretanica perde molte caratteristiche proprie dei legno e
diventa oggettivamente un pavimento 'sintetico'. Per quanto riguarda
la ceramica va ricordato che le altissime temperature di cottura
a cui l'argilla è sottoposta determinano una vetrificazione
del materiale che gli fa perdere le sue doti di assorbenza e traspirabità
in cambio di una, a volte necessaria, impermeabilità. Piccole
superfici impermeabili all'interno di una costruzione non alterano
ovviamente le sue caratteristiche complessive
- I materiali coibenti
- MATERIALI COIBENTI
Le doti richieste dalla bioedilizia ad un materiale per la coibentazione
termoacustica sono: la traspirabilità, l'igroscopicità,
la resistenza al fuoco, a muffe, funghi, insetti, roditori senza
l'utilizzo di prodotti sintetici, l'assenza di odore, l'assenza
di radioattività, la capacità di essere elettricamente
neutro, la sostenibilità ambientale.
Materiali coibenti vegetali.
IL SUGHERO: Il sughero viene prodotto dalla corteccia
di una pianta mediterranea, la quercia da sughero (quercus suber),
questa pianta ha la particolarità di produrre una corteccia
composta da un tessuto cellulare spugnoso, morbido e resinoso
costituito da milioni di alveoli che si stratificano lentamente,
la corteccia, una volta asportata, si riproduce nell'arco di 10
anni. Dalla polpa pulita della corteccia si ricava un granulato
che, con diverse sezioni, può essere utilizzato senza ulteriori
lavorazioni come ottimo materiale coibente in intercapedini di
murature, pavimenti e coperture oppure, legato con calce o vetrificanti
minerali specifici, nei massetti sottopavimento. Il granulato
di sughero può altresì essere agglomerato in pannelli
per l'effetto combinato del calore e della compressione. Per essere
di buona qualità il sughero granulare deve essere privo
di residui legnosi, di terra e di polvere, elementi questi che
favorirebbero l'insorgere di muffe. Il sughero in pannelli non
deve essere legato con colle sintetiche che oltre alla loro pericolosità
(cessione di formaldeide) riducono fortemente le qualità
principali del materiale ma dalle capacità autocollanti
della suberina, la parte resinosa del materiale, che sottoposta
a colore si scioglie legando naturalmente i granuli a raffreddamento
avvenuto. I pannelli di sughero tostato o espanso hanno ottime
capacità coibenti, non impiegano colle sintetiche che ma
l'alta temperatura a cui la materia prima viene sottoposta brucia
la suberina e il tannino liberando benzopirene prodotto naturale
ma tossico e dall'odore sgradevole . Anche nel caso del sughero
sono quindi fondamentali le certificazioni e il control lo di
qualità sul prodotto. In sintesi il sughero è un
ottimo materiale coibente per la bioedilizia solo se proviene
da pura polpa di corteccia di sughero priva di ogni elemento estraneo,
ventilata ed eventualmente aggregata in pannelli per effetto combinato
di solo calore e compressione, In questo caso le sue caratteristiche
sono l'ottimo potere coibente termico e acustico, la grande traspirabilità,
l'impermeabilità, l'inattaccabilità da insetti e
roditori.
FIBRA DI CELLULOSA RICICLATA: Altro materiale
con buone capacità di coibentazione termoacustica e con
l'ottimo pregio della provenienza da riciclaggio è la fibra
di cellulosa ottenuto mediante una speciale tecnica di trasformazione
della carta dei quotidiani che, grazie all'utilizzo di componenti
minerali naturali in genere sali di boro), la rende non infiammabile,
inattaccabile dalle muffe, dai roditori e dagli insetti. Il materiale
viene insufflato nelle intercapedini di pareti e coperture.
PITTURE, VERNICI, COLLANTI: In questo settore
la bioedilizio propone il ritorno a materie prime collaudate dall'uomo
in centinaia a volte migliaia, di anni di impiego, a volte reinventate
attraverso un aggiornamento tecnologico, quello della cosiddetto
"chimica dolce'. Le materie prime utilizzate dalle ditte
produttrici di materiali bioedili sono poche (circa 150) e sempre
dichiarate, secondo una sorta di codice etico che richiede la
massima trasparenza sulla biografia del prodotto: resine vegetali
(dammar, pino, larice, colofonia ... ), oli vegetali (lino, tung,
cartamo, soia, germe di mais…), cere vegetali (carnauba,
condelilla del Giappone ..), gomme e colle vegetali (dragonite,
gomma arabica, lattice di gomma…), spiriti vegetali( olii
essenziali di agrumi, olio di rosmarino, alcool…), colorannti
vegetali (reseda, indaco, alizarina, catecù, campeggio,
verzino…), prodotti di origine animale (cera d'api, cocciniglia,
gommalacca, caseina…), sostanze minerali naturali elaborate
(gesso, talco, ocra, terre coloranti, farina fossile, bianco di
titanio, borace ...)
- I materiali per l'impermeabilizzazione
- ARGILLE, CERE, OLI
Le tecniche costruttive bioedili riducono ai minimi termini l'impiego
di materiali impermeabilizzanti, favorendo al contrario la massima
permeabilità degli elementi costruttivi di un edificio.
I materiali di copertura e di protezione superficiale delle murature
sono le tegole e gli intonaci, per natura traspiranti ed idrorepellenti.
In casi particolari si può altresì ricorrere a materiali
naturali che possiedono caratteristiche di impermeabilità,
come l'argilla, le cere, gli oli. Con l'argilla, e in particolare
con certi tipi specifici di argilla (come la bentonite9, si possono
realizzare strati impermeabili per proteggere fondazioni e murature
contro terra in presenza di acqua. Con le cere e con gli oli si
possono impregnare particolari carte di cellulosa o fibre riciclate,
che si trasformano in guaine idrorepellenti per l'impermeabilizzazione
sottotegola di copertura falda
Proposta progettuale

La nostra proposta progettuale prevede la realizzazione di una serie
di gruppi di case a schiera realizzate in muratura portante che si sviluppano
su due piani e caratterizzate da una pseudo-copertura reggente dei pannelli
solari.
FONDAZIONI
Sono realizzate in calcestruzzo a base di cemento bianco impermeabilizzata
con guaine di cellulosa impregnate con olii o sali naturali.

SOLAIO TERRA
vespaio in pietra locale sovrastato da un massetto in cemento bianco
separato da un altro massetto alleggerito, di puro cemento bianco i,
per isolamento termoacustico, da una guaina di cellulosa impregnata
con olii o sali naturali, termina nella parte superiore con pavimento
di cotto.
MURATURA PORTANTE
realizzata con laterizi termoisolanti in pura argilla microporizzati
con farina/segatura di legno naturale di due formati 8x20x20 (esterno)
e 20x25x50 (interno): Sono laterizi di argilla e farina o segatura di
legno naturale con alto potere isolante e di accumulo termico: mantengono
il calore d'inverno e il fresco d'estate senza l'uso di altri materiali
isolanti. Grazie ai micro alveoli hanno ottime capacità traspiranti
e non mantengono umidità al loro interno. Sono adatti alla costruzione
di murature portanti anche in zone sismiche (secondo dimensioni e percentuale
di foratura). Per muri da 20, 30, 35, 38, e 45 cm. di spessore.
IMPERMEABILIZZAZIONE
Guaine di cellulosa impregnate con olii o sali naturali.

SOLAIO INTERMEDIO
Prevede dal basso verso l'alto i seguenti strati: pignatte termoisolanti
in pura argilla microporizzati con farina/segatura di legno naturale,caldana
in puro cemento bianco, isolante acustico in pura polpa di sughero truciolato
naturale biondo, massetto alleggerito di puro cemento bianco, pavimento
di cotto.

COPERTURA
Prevede dal basso verso l'alto, i seguenti strati: pignatte termoisolanti
in pura argilla microporizzati con farina/segatura di legno naturale,caldana
in puro cemento bianco, isolante acustico do pura polpa di sughero truciolato
naturale biondo, massetto alleggerito di puro cemento bianco, impermeabilizzante
di guaina di cellulosa impregnata con olii o sali naturali.
LEGANTI-MALTE
Calce idraulica e malte a base di pozzolana.
FINITURE
Finiture in grassello di calce.
IMPIANTISTICA
Abbinamento dei pannelli solari con impianto a parete e a pavimento.
COLLOCAMENTO NELLA CAVA


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